Ferdinando Romano e Carlo Maria Nartoni

€15,00

Categoria:
  1. Pulsar
  2. Interferenza
  3. Hydra
  4. Zenith
  5. Equinozio
  6. Nadir
  7. Supernova
  8. Nebula
  9. Solstizio
  10. Pulsar Reprise

 

Carlo Maria Nartoni Carlo Maria Nartoni è un pianista e compositore italiano la cui musica inizia dove la composizione incontra l'inaspettato. Descrive l'improvvisazione come la "poesia dell'istante" — uno spazio in cui l'ascolto diventa creazione. Radicato in una formazione classica ma non vincolato dai generi, Nartoni si muove con naturalezza tra jazz, musica classica contemporanea, tradizioni dal mondo e creazione spontanea. Il suo lavoro è contraddistinto da un profondo lirismo, da un senso del timbro finemente sviluppato e da una personale ricerca sul pianoforte preparato, dando vita a una musica intima, fluida e profondamente espressiva. All'inizio della sua carriera, Nartoni ha collaborato con artisti di fama internazionale tra cui Kenny Wheeler, Lennart Åberg, Franco Cerri e Franco Ambrosetti. Come leader ha pubblicato Improvvisi (2013), Syria (2017), Ellittica (2022) e Beyond Borders (2025). Ellittica è stato selezionato tra i migliori album dell'anno da The New York City Jazz Record e ha ottenuto una recensione a cinque stelle su All About Jazz. Nartoni si esibisce regolarmente in tutta Europa in festival e club prestigiosi, tra cui Sunside Parigi, Piano di Primo Allschwil, Clusone Jazz Festival, Suisse Diagonales Jazz, Jazz Winter Meeting, Palatia Jazz Festival, B-Flat Berlino e Nardis Jazz Istanbul. Tra i suoi progetti attuali figurano Flows from Stillness (duo con Ferdinando Romano), Canto (un album per pianoforte solo interamente improvvisato) e due prossime registrazioni con il trombettista Ralph Alessi. Ferdinando Romano Ferdinando Romano è un contrabbassista, compositore e improvvisatore attivo nella scena jazz contemporanea e d'avanguardia. Unendo solide basi classiche a una ricerca avanzata sulla musica elettronica e le tecnologie interattive, Romano ha conseguito un Master presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e sta svolgendo un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Musica Elettronica del Conservatorio di Como, studiando l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nella pratica improvvisativa dal vivo in collaborazione con i principali centri di ricerca europei. Romano ha ottenuto ampi consensi dalla critica internazionale. Nel referendum Top Jazz 2023 di Musica Jazz, si è classificato al secondo posto nella categoria Musicista Italiano dell'Anno, mentre il suo album Invisible Painters è stato inserito tra i migliori Album e Formazioni Italiane dell'Anno. Il suo album di debutto Totem (feat. Ralph Alessi) ha vinto il premio Miglior Nuovo Talento Italiano 2020 su Musica Jazz, il Premio SIAE 2021 ed è stato selezionato per il programma Nuova Generazione Jazz. La stampa internazionale lo ha definito "un bassista poetico, un compositore ispirato e un arrangiatore intrigante" (Stereophile) e ha lodato il suo lavoro per il raggiungimento di "un jazz di grande chiarezza, fortemente espressivo... attento al racconto" (La Repubblica). Romano si esibisce intensamente nei principali festival e venue internazionali, tra cui 12 Points Festival, London Jazz Festival, The Vortex (Londra), Sunset/Sunside (Parigi), Loft (Colonia), Casa del Jazz (Roma), BMC Opus (Budapest), Blue Note Pechino e JazzMi (Milano). Ha collaborato con figure di spicco come Ralph Alessi, Enrico Rava, Robin Eubanks, Benny Golson, Alexander Hawkins, Glenn Ferris, Logan Richardson, Elias Stemeseder e Jerome Sabbagh. È inoltre membro dell'Alexander Hawkins Dialect Quintet e del trio Phylum di Nazareno Caputo (premiato da The New York City Jazz Record). Il suo background classico e orchestrale include ruoli da primo contrabbasso in ensemble contemporanei e premi in concorsi internazionali.

"Moltissimo spazio è stato dedicato finora al rapporto tra composizione e improvvisazione... Tuttavia, le questioni correlate di cosa possa significare comporre improvvisando, o improvvisare componendo, mi sembrano meno esplorate. Se volessimo riflettere sulla questione speculare dell'improvvisare componendo, potremmo ascoltare il modo di suonare di Oliver Nelson in The Blues and the Abstract Truth. Potremmo ascoltare Thelonious Monk su — beh, qualsiasi cosa. E potremmo ascoltare musica come questa di Ferdinando Romano e Carlo Maria Nartoni.

Ascoltando un brano come ‘Pulsar X’, la traccia d'apertura dell'album, è straordinario pensare che sia stato creato spontaneamente, tale è la chiarezza di pensiero (ad esempio, nello spostamento della figura pianistica rispetto all'ostinato del basso) e la precisione d'esecuzione mostrate. E sebbene gli altri brani dell'album durino molto di più, trovare un'espressione così concisa ed essenziale come in questa apertura nella musica improvvisata è davvero raro: sembra una bagatella dal mondo di Ligeti tanto quanto qualsiasi cosa proveniente da una tradizione improvvisata. Ascoltate anche la mente da compositore di Romano al lavoro mentre svela le frasi introduttive di ‘Equinozio’, quasi classiche nella loro costruzione ed equilibrio. Ascoltate poi Nartoni il compositore, mentre costruisce il suo ingresso iniziale al pianoforte in modo così esplicito a partire da questo stesso materiale... Ciò che per me distingue questa musica è la cura e il rigore con cui le idee vengono introdotte e poi sviluppate. Comunque si pensi e si parli di questa musica, quando la ascoltiamo, sentiamo l'opera di due